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Ti ho
scoperta per caso,
in un pomeriggio d'autunno
saturo di malinconia. |
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Mi sei
apparsa all'improvviso
alla fine di un sentiero.
Eri là, ridente e un po' assonnata,
tra morbide colline. |
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Avevi
per cintura
un torrente chiacchierino
e per cappello
un vecchio campanile. |
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Hai
sorpreso il mio cammino
strizzandomi un occhiolino
dolcemente accattivante.
E per convincermi a restare
mi hai inviato a parlamentare
due fagiani e quattro lepri,
tre civette e una faina
che con aria biricchina
han promesso e han giurato |
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bionde
messi per l'estate,
rossi papaveri e melodie di cicale,
concerti di grilli al chiaro di luna. |
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E
per i Morti una sciarpa di nebbia
profumo di mosto e rossi camini.
Infine, a Natale,
bianche farfalle
che cedono il passo ad allegri garriti
su prati fioriti. |
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Non
ho resistito a tali lusinghe,
ho piantato una tenda e mi son fermata.
Alonte, paese d'altri tempi,
che hai saputo raccogliere
e difendere i miei sogni,
cullandomi nel tuo bozzolo ovattato,
ti prego non mutare il tuo vestito. |
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E'
così che ti ho conosciuta.
E' così che ti ho amata.
E' così che vorrei ricordarti.
Alonte, 29 agosto |
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